
Maserati Ghibli e Levante: come dire donne&colori
COLORI INCONSUETI. La Maserati mette in listino un nuovo allestimento in tiratura limitata denominato FTributo Special Edition dedicato a Ghibli e Levante. In entrambi i casi il motore prescelto è il V6 3 litri biturbo da 430 CV e 580 Nm, abbinato al cambio automatico a 8 rapporti e alla trazione integrale. Nel caso della Ghibli le prestazioni dichiarate sono 286 km/h di velocità massima e 4,7 secondi da 0 a 100 km/h, mentre la Levante arriva a 264 km/h e accelera in 5,2 secondi. Queste due versioni speciali sono contraddistinte da colorazioni speciali: Arancio Devil o Grigio Lamiera, con dettagli blu cobalto o arancione. E gli stessi colori sono ripresi nelle cuciture interne: blu cobalto e arancione abbinate alla pelle PienoFiore nera, oppure arancione con pelle PienoFiore color cuoio. Il prezzi sono rispettivamente di 146.564 e 151.322 euro. E fin qui vi abbiamo dato una serie di informazioni istituzionali. Di quelle doverose quando si presentano vetture nuove. Ma l’allestimento FTributo Special Edition ha un altro significato sul quale vale la pena di soffermarsi.
INIZIÒ TUTTO PER SCOMMESSA. E pensare che Maria Teresa De Filippis, aristocratica, di Napoli, “indipendente per temperamento, educazione e patrimonio”, come si definì senza alcun timore di smentita e con la nobiltà d’animo della vera condottiera in un’intervista a f1web.it nel 2008, aveva cominciato a correre in macchina per scommessa. I suoi fratelli dubitavano delle sue abilità di guida e lei s’iscrisse a una gara di 10 km tra Salerno e Cava de’ Tirreni. Vinse con una piccola Fiat 500, dimostrando in un mondo all’epoca quasi esclusivamente maschile e maschilista, di avere una forza rara. Questione di testa e cuore, certo, ma anche di muscoli: “Signora, lei ha braccia che sembrano di ferro”, le confessò Re Baldovino, che il 15 giugno del 1958, dopo la bandiera a scacchi del Gran Premio del Belgio, si precipitò dalla tribuna d’onore di Spa-Francorchamps per stringere la mano alla decima classificata.
NESSUN PREGIUDIZIO. Di questa fiera e nobile signora del volante, scomparsa nel 2016 all’età di 89 anni, quand’era ormai da molto tempo annoiata e delusa dalla piega che aveva preso il suo mondo, sempre meno puro e sempre più legato al business, resta un ricordo dolce e indelebile. E un messaggio molto importante: nella guida come in qualsiasi altro ambito, per contrastare ogni forma di disuguaglianza la prima arma è accettare la propria diversità come fosse un dono, facendone un volano per abbattere i pregiudizi. Così “pilotino”, come la chiamavano tutti nell’ambiente delle corse, riuscì a uscire dal coro e a ribaltare le convenzioni in tempi in cui la donna e l’automobile erano due universi ancora lontanissimi.