
Dalle stelle alla polvere: storia della prima Countach LP5000S
BARN-FIND. Star al Salone Ginevra del 1982. Dimenticata per 20 anni in un magazzino in California. È strano il destino toccato a questa Lamborghini Countach. Infatti è stata la prima LP5000S a essere prodotta, una delle cinque che furono mostrate al pubblico proprio in occasione della kermesse svizzera, ed è stata guidata e coccolata per metà della sua esistenza. Nell’altra metà è però rimasta ferma in un deposito a raccogliere polvere per oltre due decenni. Ma finalmente è stata riportata alla luce ed è pronta a ricevere le amorevoli cure di un nuovo proprietario che sia disposto a pagare i 695 mila dollari (cioè 636 mila euro circa) richiesti dall’organizzazione DriverSource. Così com’è, ancora con tutta la polvere sulla carrozzeria e bisognosa di un importante restauro.

Lamborghini Countach LP5000S al Salone di Ginevra del 1982
GINEVRA CAPUT MUNDI. La Lamborghini presentò il primo prototipo della Countach nel 1971, proprio al Salone di Ginevra. Non c’è molto da aggiungere che non sia stato già detto a proposito di questa spettacolare supercar disegnata da Marcello Gandini, ispirato dalla showcar Carabo dell’Alfa Romeo. Se il V12 del primo prototipo aveva una cilindrata di 4971 cc, per venire incontro alle norme anti inquinamento degli USA sul modello di serie la cilindrata scese a 3929 cc, per una potenza di 375 CV. I primi 150 esemplari erano siglati LP400, a indicare la posizione del motore – Longitudinale Posteriore – e la cilindrata. Nel 1978 venne presentata una versione aggiornata della Countach, denominata LP400S, di cui esistono 3 diverse serie vendute complessivamente in 237 esemplari.

Lamborghini Countach LP5000S e Valentino Balboni
CHI LA RESTAURA? Nonostante i due decenni di abbandono, la Countach appare ancora in discrete condizioni e completamente originale, se si escludono ovviamente i carburatori Weber rimossi a metà degli anni ‘80 che non sono più con l’auto. I dettagli originali includono il numero di carrozzeria, 72, stampato sul cofano del bagagliaio e sui coperchi del motore, oltre ai cerchi Campagnolo in magnesio pressofuso e il primo badge “5S”. Un’ispezione visiva di Valentino Balboni, il collaudatore storico della Lamborghini, ha confermato il suo prestigioso pedigree. La vettura viene venduta insieme a documenti storici, materiale per la stampa dell’epoca e un alettone posteriore smontato.